venerdì 25 aprile 2008

Omega

Erano le 21.00 del 13 ottobre 1998 ed io avevo finito le mie sigarette così indossai l'impermeabile bianco, calzai il cappello e uscii in strada per recarmi al vicino magazzino di tabacchi che si trovava nei pressi della vecchia stazione ferroviaria, sapevo che non era saggio uscire da soli la notte ma non potevo fare altrimenti ed inoltre la voglia di fumare era troppa, ad ogni buon conto presi la pistola e la misi alla cintola.
Mi trovavo all'angolo tra via Roma e largo Carlo Felice, per strada le luci al neon, quelle poche che ancora funzionavano, disegnavano delle ombre mostruose intorno a quelli che un tempo erano dei semplici gatti, qualche pipistrello gigante si muoveva senza fatica tra le ombre della notte a caccia di qualche insetto. Degli altri animali non vi era traccia, probabilmente erano rintanati sotto qualche casa diroccata del castello.
Della popolazione di Cagliari non restavo che io, già da qualche mese non avevo più visto nessuno, tutti morti!
Era cominciato tutto nel 1994, se non ricordo male nel mese di novembre, quando la notizia di alcuni casi di colera che si erano verificati in India si diffuse in Europa. Ai telegiornali dicevano che non c'era niente di cui preoccuparsi, che era tutto sotto controllo e che comunque in Italia non avremo avuto problemi. Poi si ebbe qualche caso in Puglia e qualche giornale regionale riportò la notizia. Stranamente la stampa e la televisione nazionale ignoravano ciò che stava accadendo; adesso so che lo ignoravano volutamente, ora so che i casi di colera erano più numerosi di quanto avrei mai potuto immaginare, lo Stato aveva imposto il silenzio stampa sull'argomento ed aveva diffuso delle notizie false per evitare allarmismi e suicidi di massa.
Contemporaneamente gli scienziati di tutto il mondo erano stati allertati e i laboratori fervevano di lavoro.
Il 28 gennaio del 1995 non si poteva più nascondere ciò che stava accadendo. In tutto il mondo le vittime ammontavano a circa mezzo miliardo e l'ultimo censimento risaliva a quindici giorni prima.
Fu a questo punto che le televisioni di tutto il mondo diffusero un comunicato che mi sembra ancora assurdo quando ci ripenso.
La malattia che stava decimando la popolazione mondiale non era il colera bensì era causata da un virus costruito in laboratorio, nome in codice Joker, un gruppo di scienziati l'aveva creato per utilizzarlo come arma da guerra ma un incidente causato da un gatto, che involontariamente aveva rovesciato una fialetta, aveva diffuso l'epidemia. Il virus era ancora sconosciuto, non si sapeva come bloccarlo e non esistevano vaccini. Il comunicato terminava con le scuse da parte dei responsabili. Chiedevano scusa a Dio per la distruzione del mondo che Lui aveva creato.
Io non so per quale motivo sono ancora vivo ma penso che ciò non durerà a lungo. Il mio impermeabile si sta sporcando e tra poco dovrò buttarlo, non so come farò ad andare avanti, specialmente quando tutto il cibo in scatola sarà scaduto e avrò finito le sigarette.
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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